Con scrittura chiara e lingua ossessiva, come certa musica etnica o come la musica della cetra, Andrea Foschini racconta un Nerone inedito. Narra l’incesto di Nerone e Agrippina con occhio fermo e disincantato al tempo stesso. In Nerone c’è una Roma
caciarona e bugiarda, una capitale dell’impero sognatrice e traditrice.
Quello che domina tutto è il teatro, un teatro che vuole essere la realtà. Attori che si mettono la maschera per mostrare il vero volto del reale. Attori che indossano gli abiti di scena per mostrare la nudità dei sentimenti e il capocomico ovviamente è Nerone.
Capriccioso filosofo e personaggio disposto a lavare le bugie del mondo (sesso, soldi, potere) col sangue. Il tutto in un rito purificatore che salva dannando tuttti alla vita quotidiana come mistificazione.
Il Nerone di Andrea Foschini non vuole il potere assoluto, Nerone, come un bambino, vuole il cielo. Nerone non vuole essere imperatore, vuole essere l’unico attore dello spettacolo vita ed è disposto a tutto per riuscirci.
Con grande maestria linguistica e filosofica, Andrea Foschini conduce il lettore nella suburra e nei lupanari, nel tempio della bellezza e nell’arena sanguinante. Nerone racconta un passato che assomiglia tremendamente al nostro presente dove tutto è immagine e niente è realtà.