Con l´acqua sporca del sangue delle siringhe si innaffiavano le azalee che crescevano nei viali dell´ospedale, e in tutta la città non esistevano fiori dai colori tanto belli, così vivi e pulsanti. Anche Paolo Lazzarini è come quelle azalee, perchè la vita lo ha innaffiato con acqua carica di dolore. La morte di Zeno, un fratello troppo amato, lo struggimento per il bellissimo Gabriele Arnica, e infine quei bambini offesi che vanno accuditi con passione. Sopra le cose un senso di rabbia verso un mondo che impone fatiche e sofferenze. Ma a volte l´amore produce miracoli, anche se, quando questi avvengono, può capitare che non vi sia nessuno ad assistere. Paolo offre la pietà nei gesti e nel silenzio, Gabriele invoca la pietà dai corpi nudi e sfrontati dei suoi molti amanti, e intanto Zeno continua la sua corsa senza fine dentro il perimetro dilatato della memoria. Il cocente silenzio di Dio, la misericordia offerta dal sesso vissuto con coraggio e con sgomento, e in mezzo al fragore di sentimenti tanto grandi a volte Paolo si ricorda di fare il baciamano a Soraya, una travestita che nel dare l´addio alla vita non dimentica il significato dell´eleganza dei gesti. |